La Scampagnata tipica di casa mia

Oggi il Calendario del Cibo Italiano dedica questa giornata alla “Scampagnata” .

Oggi, io, invece di scrivervi una ricetta, vi lascerò un racconto, di come passiamo questa giornata a casa mia.

Per me, fino a prima del mio arrivo in Sicilia, questa parola significava semplicemente pic-nic, dove uno va a rilassarsi in campagna, portando con se dei panini imbottiti, al massimo una torta salata, e l’unico pensiero era rilassarsi e godersi la giornata in piena tranquillità.

Qui a Catania, appena si pronuncia la parola scampagnata, si pensa subito ad una grande abbuffata.

Amici e parenti si riuniscono per passare una giornata insieme, ma sopratutto per mangiare, e qui scordatevi il classico panino da pic-nic, qui si va oltre!!Spesso si organizza in qualche casa che dispone di giardino, ma anche nei boschi sotto l’Etna  ci sono varie zone attrezzate, dove ci si può andare.

Giunti tutti, mentre le donne preparano la tavolata, anche se servirà a poco, gli uomini, armati di carbone, carbonella e legna iniziano ad accendere “u focu”…

e come minimo saranno due, uno dove lentamente si cuoceranno i carciofi, mentre sull’altro si farà la carne. Sul tavolo iniziano ad uscire i primi salumi e formaggi, accompagnati da olive e vino, giusto per iniziare a masticare qualcosa.

I primi ad andare sul fuoco sono i cacòcciuli (carciofi) ripieni di aglio, prezzemolo, sale e pepe.

 

Appena i filoni di pane, circa 3kg per 10 persone, saranno tutti affettati si iniziano ad abbrustolire per preparare le classiche bruschette di pane…

e ancora siamo all’antipasto…giusto per riscaldare bene le griglie.

“Quannu u focu è forti forti” ( quando il fuoco è forte) si aprono le danze e si comincia ad arrostire…

“sasizza” (salsiccia),

“cippuddati”(cipolline fresche avvolte nella pancetta),

” pittinicchi” (costine di maiale)   e

“canni i cavaddu”(carne di cavallo)

 

 

 

Con tutto ciò che la tavola è apparecchiata, qui non si usano piatti, ne posate, mano a mano che la carne è pronta, le persone si avvicinano con un panino in mano, (preferibilmente una schiacciatella di semola) già aperto, pronto per accogliere la carne calda e bagnata di “salamarigghiu”( salmoriglio), condimento a base di olio evo, aceto, origano e sale.

Si mangia e si beve vino nostrano a sazietà!

 

Dopo non mancano dolcini, liquori e caffè.

Dopo la grande abbuffata, c’è chi gioca a palla, chi gioca a carte e chi si sdraia al sole per un pisolino.

E quando sembra che la giornata sia finita,  nonostante la grande abbuffata, ci sarà sempre qualcuno che dirà ” chi si mangia a stasira?!!” (cosa si mangia stasera)

 

 

 

 

10 comments

  1. guarda quante cose ho imparato oggi! Sei la terza persona che incontro che racconta la sua scampagnata nel Sud Italia. Ecco… devo dirlo, ma quanta invidia mi fate??? Tanta! E quelle braci… mi sembra di sentirne il profumo fin da qui. La mia vicina di casa è siciliana e la prossima volta che la vedo (magari già stasera!) le darò il compito di organizzare un pic nic “made in Sicilia”. E cavolo… lo voglio anche in Liguria 😀 Ciao

    1. fornelliprofumati

      Se hai una vicina Siciliana sei avvantaggiata, lo devi fare!

  2. Parteciperei volentieri a uno dei vostri pic-nic per provare tutte queste meraviglie che hai elencato con immagini molto eloquenti…Guarda che arrivo!!! 😀😀😀😀

    1. fornelliprofumati

      vieni vieni, c’è posto per tutti! 🙂

  3. Oddio, io potrei essere quella che chiede cosa si mangia per cena 😂 Al momento quella brace mi fa pensare ad uno spuntino di mezzanotte… per non parlare dei carciofi!!!

  4. Non una scampagnata ma uno spettacolo vero e proprio! La prossima volta posso imbucarmi?

    1. fornelliprofumati

      Certo che puoi, di cibo c’è sempre in abbondanza!

  5. Ma i cipuddati quanto mi hanno intrigata…. Fantastico racconto! 😀 Un bascio

    1. fornelliprofumati

      sono le mie preferite 🙂

  6. ahahaha, e mancava giusto la Sicilia, alla carrellata dei racconti della scampagnata al Sud. Post meraviglioso, Therese, meraviglioso!

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