Muffin do Picuraru – Mtc Novembre2014

Quando Francesca, la vincitrice di questo mese dell’Mtc ha scelto i muffin, pensai subito che fosse una cosa semplice, “ma le cose proposte dall’Mtc tutto sono tranne che semplici”, infatti leggendo il regolamento mi sono ricreduta. Il muffin doveva essere abbinato ad una canzone, ad un libro o ad un testo letterario.
Non era per niente facile per me, visto che negli ultimi 8 anni il 90%delle mie letture sono fiabe ed il 100% delle canzoni sono quelle dello zecchino d’oro, sigle dei cartoni animati e ora si è  aggiunta  anche Violetta, anche in macchina camminiamo ascoltando il loro cd. Quindi o sceglievo una fiaba o un cartone animato o niente. La prima idea era stata “Hansel e Gretel” (essendo anche la mia fiaba preferita da piccola), ho fatto il muffin ma è risultato troppo banale da presentare. Pensavo  e ripensavo e quando stavo per arrendermi si è accesa una lampadina!
Effettivamente una sorta di ritornello popolare c’è, quello che mi ha accompagnato durante le notti, passeggiando avanti e indietro nel coridoio di 12m, cullando la mia Farfallina.

Ho conosciuto questo canto al mio arrivo in Sicilia. Essendo mio suocero il capo maniante e scenografo della Marionettistica dei Fratelli Napoli. Capitava spesso che nei fine settimana Pipinu mi portava a vedere i loro spettacoli, in modo da conoscere più da vicino questa tradizione cosi’ amata in Sicilia. Durante lo spettacolo, mio suocero da vita a vari personaggi, i più famosi sono Orlando, Rinaldo, Angelica e poi c’è lui, quel Peppinino, guercio e zoppo. Infatti lui è la maschera popolare catanese che rappresenta la saggezza, la scaltrezza e la sagacia popolare, un personaggio atempolare, indossa abiti settecenteschi e partecipa alle avventure dei Paladini di Francia di Carlo Magno.

Tutto il pubblico ride per le sue battute in dialetto catanese, e io all’inizio non capivo niente di questo sconosciuto dialetto, ma poi con il passare del tempo ho iniziato a capire e ridere con loro.

Tra tutti i suoi ritornelli mi ha colpito uno in particolare, sicuramente per la sua melodia ritmatica, e subito mi sono ritrovata a canticchiarlo a casa, e quando Farfallina mi ascoltava si rilassava, e cosi che è diventata la sua ninna nanna personale.

E Chianci lu picuraru
E chianci quannu ciocca
Non chianci quannu mungi
e fa la ricotta
Cu mangia maccarrunì
e si consola
E cu si cucca n’terra
non spadda i linzola
Iu nun sacciu lu picchi
ca non uscu chiu n’tari
chiù faticu e chiù maffannu,
e accussì la vaiù acchiappannu
comu a già fà
Tichitichitì
comu a già fà
Tichitichità
senza rinà 
senza rinà
nun si pò sta 
nun si pò stà
Tichitichitì
Tichitichità
Inoltre pensando ai teli delle scenografie dei vari spettacoli e  ai vari dipinti di mio suocero che ho sparsi per tutta la casa, mi sono accorta che tutti hanno una elemento in comune, sua maesta’ L’Etna.
Cosi pensando anche all’etna mi sono venuti in mente tutti quei prodotti tipici che caratterizzano questa terra, cosi tra la ricotta di pecora di Nicolosi, il pistacchio di Bronte, il miele di Zafferana e le arance di Belpasso, sono nati questi muffin.

Muffin di ricotta con arancia e pistacchio.
per 12 muffin;

230g di farina di farro
120g di zucchero semolato
180ml di latte fresco intero
80ml di olio di semi di mais
2 uova
200g di ricotta di pecora fresca
40g di  farina di pistacchio
la scorza grattuggiata di un’arancia
1 cucchiaino di miele Fiori D’arancio
1/2 cucchiaino di bicarbonato
8g di lievito per dolci
Setacciate tutti gli ingredienti secchi, farina, zucchero, lievito, bicarbonato e farina di pistacchio. 
Apparte amalgamate le uova sbattute con il miele, il latte e l’olio. Versate a filo sopra il composto di farina e incorporate i due composti con una frusta. Aggiungete la ricotta setacciata per eliminare tutti i grumi e infine la scorzad’arancia grattuggiata. Versate nei pirottini e infornate a 180° per circa 12 minuti, sempre meglio fare la prova stecchino.

Con questa ricetta partecipo all’MTC n.43

A Presto

Terry 

Focaccia Pugliese con Lievito madre, Idratazione al 100% e 100% farina di grano duro – The Recipetionist di Novembre2014

E’ sempre un piacere visitare altri blog e conoscere altre ricette, per questo motivo provo a non mancare al contest della mia amica Flavia. Questo mese la Recipe-tionist del mese è Antonietta. Io ho conosciuto il blog di Antonietta, La trappola Golosa, grazie al MTC ed alla ricetta del suo magnifico babà, quindi dopo la bella esperienza con questo lievitato ero sicura che nella categoria lievitati avrei trovato una ricetta che mi avrebbe colpito. E cosi fù!

Da quando ho scoperto il lievito madre, per me farina, lievito madre e impasto significano ogni volta grandi emozion. Davanti ad un impasto in lievitazione mi sento come una bambina davanti un negozio di giocattoli!

Ancora non avevo mai provato un impasto con 100% di idratazione, mi ero fermata sempre al 70% o 80%, ma c’è sempre una prima volta e cosi e cosi grasi ad Antonietta mi sono lanciata in questa prova. Non nego che mentre impastavo avevo un pò di timore e paura che stavo sbagliando inquanto vedevo l’impasto troppo morbido, invece, dopo la seconda lievitazione, l’emozione ha preso il posto della paura. L’impasto era una nuvola soffice e piena di bolle, quasi quasi mi sembrava una crema vellutata, che scivolava via dalle mie mani oliose e prendeva posto nella teglia.

Grazie Antonietta per questo impasto favoloso!

Nella ricetta di Antonietta c’è anche spiegato come fare per cambiare il lievito madre usando un altro tipo di farina,  questo passaggio l’ho saltato, perchè quando la signora  mi hanno spacciato il LM la  è stata cosi gentile da darmi due barattoli, uno  con la farina di grano tenero “0” e un altro con la farina di grano duro.

Ecco la ricetta;

Ingredienti
800g di
farina di grano duro
800ml di
acqua
300g di
lievito madre
2 patate
bollite
25g
cucchiaino di sale fino
20g di
malto d’orzo
50ml di
olio evo
Sale grosso
Pomodorini (io ho usato solo cipolle rosse)
Cipolle rosse

Rosmarino

La sera prima iniziate a preparare il polish  con oil LM ottenutil lievito madre, 600 g di farina di grano duro e 600 ml di acqua. Amalgamate
tutto in una ciotola, coprite con pellicola e lasciate  lievitare tutta la notte.

La mattina  successiva  aggiungete il resto della farina, le patate bollite e schiacciate, il
malto d’orzo e per ultimi il sale sciolto nel resto dell’acqua intiepidita e il
sale. Lavorart l’impasto nella ciotola per una decina di minuti e poi versarlo
in due teglie di 30 cm di diametro, unte abbondantemente con olio di oliva. Livellate la superficie con il palmo della mano bagnato in un miscuglio di
acqua e olio e lasciate lievitare  ancora in forno spento per 4 ore e comunque fino al
raddoppio. A questo punto farcire le due focacce con cipolle affettate sottili, completare con una spolverata di sale grosso e
degli aghi di rosmarino fresco.
 Cuocere in forno preriscaldato a 230° per 35/40
minuti. Una volta cotte lasciate riposare in teglia almeno una decina di minuti.

A Presto

Terry

Ketchup Home-Made e Patatine di Polenta

La mia piccola Picipi è una gran mangiona. Sarà colpa dei super mega pranzetti che facevo con le mie amiche durante la gravidanza. Davanti al cibo non la ferma nessuno(anche se a guardarla non si direbbe), mangia il suo piatto, e dopo non si spaventa a rimettersi a tavola e mangiare anche quello nostro. Se sia speziato o piccante, dolce o amaro lei mangia e non rifiuta niente. A solo due anni e mezzo e già si capisce che sarà una buona forchetta.

Per una cosa in particolare è davvero ghiotta……….”il Ketchup”.
Mangerebbe qualsiasi cosa pucciata dentro.
Cosi per evitare i conservanti e optare per un prodotto fresco ho deciso  di prepararlo in casa.
Dopo una lunga ricerca, ho scelto di provare la ricetta di Jamie Oliver dal libro “Jamie at home”.
La ricetta è molto valida, profumata di tutti gli aromi e equilibrata, solo che 200ml di aceto mi sono sembrati troppi, quindi ho diminuito la dose a 100ml ed il risultato non mi ha delusa affatto.
 Picipi ve lo conferma!

E per accompagnare questo ketchup ho preparato delle patatine, però sono fatte con la polenta!

Ecco la ricetta per il Ketchup;
 (con le mie modifiche accanto)

1 cipolla rossa
mezzo  finocchio
1 gambo di sedano
olio d’oliva
1 pezzo di zenzero fresco (io ho usato quello in polvere, 1 cucchiaino)
2 spicchi d’aglio
mezzo peperoncino rosso fresco ( per paura che risultasse piccante ho messo mezzo peperone rosso)
1 mazzetto di basilico fresco
1 cucchiaio di semi di coriandolo ( io ho usato corriandolo in polvere)
2 chiodi di garofano
1 cucchiaio di pepe nero
sale marino
500g di pomodorini ciliegino o pomodori san marzano ( io ho usato i pomodori datterini)
500g di pelati in scatola (io ho usato la passata di pomodoro)
200ml di aceto di vino rosso ( io ho utilizzato solo 100ml)
70g di zucchero di canna semolato
200ml di acqua fredda.

Pulite la cipolla, il finocchio, il sedano, aglio e il peperone. Tritate finemente tutte le verdure e adagiateli in una pentola dal fondo spesso insieme a tutte le spezie, zenzero, coriandolo e
i chiodi di garofano. Unite anche i gambi del basilico, abbondante olio evo sale e pepe. Fate appassire il tutto a fuoco dolce per circa 10 minuti.
A questo punto aggiungete i pomodori tagliati a meta e la passata di pomodoro insieme a 200 ml di acqua fredda. Portate ad ebollizione e cucinate la salsa finché si sarà ridotta della metà. Unite le foglie di basilico, poi con un frullatore ad immersione frullate il tutto. Filtrate la salsa con un colino, io ho usato un passa verdure in modo da eliminare i semi e le bucce, in modo da ottenere una salsa liscia e vellutata.

Versate nuovamente tutto nella pentola, aggiungete lo zucchero e l’aceto e rimettete sul fuoco. Fate sobbollire dolcemente, Se sentite che ancora il sapore d’aceto è forte aggiungete un po’ d’acqua, aggiustate di sale e continuate la cottura finché avrà raggiunto la consistenza giusta del ketchup.
Una volta pronta la salsa, versate in bottiglie precedentemente sterelizzate, sigillate ermeticamente e fate raffreddare a testa in giù per circa 4 ore.
Come tutte le salse fatte in casa, conservatele in un luogo fresco e al riparo
dalla luce. Una volta aperto conservate  in frigorifero.

 Per le patatine di polenta;

180g di farina di mais
700ml d’acqua
pizzico di sale

Olio di semi di mais per friggere.

Ponete una pentola capiente  d’acqua sul fuoco, una volta che raggiunge il bollore unite il sale e versate a pioggia la farina di mais, sempre mescolando con una frusta per non fare formare i famosi grumi. Continuate la cottura per circa 20 minuti sempre mescolando ora con un cucchiaio di legno.
Versate la polenta in un contenitore rettangolare dai bordi alti leggermente unto di olio, livellate  e fate raffreddare. Io ho lasciato raffreddare per un paio d’ore a temperatura ambiente e poi ho posto in frigo per tutta la notte.
Passato il tempo di riposo, capovolgete il contenitore sul tagliere e sformate la polenta. Affettate in fette circa 2 cm e poi ricavate dei bastoncini. Riscaldate una pentola con abbondante olio e friggete i bastoncini.

Con questa ricetta partecipo al 100% GFFD

A Presto

Terry

Torta al Caffè e Caramello Mou

Qualche giorno fà, mia suocera ha festeggiato il suo compleanno, e come succede in ogni occasione io  ho fatto la torta.
Essendo lei una “coffee addicted”, ho voluto farle una torta a base di caffè e cosi dopo tanti tentennamenti e una lunga chiacchierata con la mia amica Alessandra, sulle nostre figlie e sui dolci , ho deciso come comporre questa torta.
Sono partita da una base classica, la torta margherita, che poi ho aromatizzato al caffè, farcita con camy cream e caramello mou.

 Torta al Caffè con Camy Cream e Caramello Mou.

Torta margherita al caffè;
3 uova
130g di farina 00
120g di fecola di patate
20 g di cacao amaro
100g di burro
150g di zucchero
75ml di latte
1 cucchiaio di caffè solubile
1 bustina di lievito per dolci
1 bustina di vanillina
pizzico di sale
  

Nella planetaria montate il burro ammorbidito con lo zucchero, fino ad ottenere un composto cremoso. Unite le uova, uno alla volta sempre con le fruste in movimento. Unite la vanillina, il sale, la farina, la fecola, il cacao e il lievito setacciati. Fate sciogliere il caffè con il latte e versate a filo sul composto. Imburrate e infarinate una tortiera da 22cm, versate il composto e infornate in forno già caldo a 180° per circa 30-40 minuti.

Per la camy cream;

500g di mascarpone
250ml di panna fresca
un tubetto di latte condensato

Montate la panna e tenete da parte.
Montate anche il mascarpone e appena diventa gonfio unite il latte condensato a filo, continuando sempre a montare a velocita media.  unite la panna con la spatola amalgamando bene dal basso verso l’alto.

La ricetta per il caramello mou la trovate qui.

Assemblare la torta;

Dividere la torta in due dischi, bagnare il primo disco con una tazzina di caffè amaro, spalmare uno strato di crema, livellate e versate sopra il caramello mou. Bagnate il secondo disco con un’altra tazzina di caffè amaro e sovrapporre sopra la farcia. Decorate a piacere con la crema e il caramello restante.

Essendo oggi  anche il compleanno di mio papà,  questa torta è anche per lui…. “virtulamente”.
Auguri papà.

A presto
Terry

Shepherd’s Pie

Questo piatto mi ricorda molto i sabati invernali, quando
mia mamma passava il sabato pomeriggio in cucina a preparare pizze e torte
salate. La shepherd’s pie è la preferita di mio papà quindi la preparava molto
spesso.
Ogni tanto la preparava  dentro ad un guscio di pasta
briseè a modo ti torta salata oppure come un piatto caldo al cucchiaio.

La Shepherd’s pie o Cottage pie è un pasticcio di carne con una
copertura di purè di patate, preparata in una casseruola e poi infornata.
Probabilmente questa torta è nata in Scozia, nel nord del Inghilterra
verso  1870 quando le patate vennero
introdotte come uno dei vegetali che la categoria dei poveri si poteva
permettere. Cosi la patata divenne uno
dei raccolti più popolare tra i contadini. In quei tempi
il montone e l’agnello
erano le carni  piu’ diffuse, cosi i contadini o come
vengono chiamati in Inghilterra pastori, unendo la carne avanzata dei giorni
precedenti e le patate, crearono un piatto, dandogli il nome di “cottage pie”. Si ritiene che la prima
versione della torta del pastore è
stata originariamente chiamata “Cottage
Pie”,  dalla
parola “cottage” che significa casolare, (riferimento
alla modesta  dimora
dei contadini).
Poi, quando con il passare del tempo il
pastore iniziò ad usare altri tipi di carne 
che aveva a disposizione,  il nome
fù cambiato in torta del pastore, “Shepherd’s Pie”.
In seguito, la torta del pastore divenne talmente popolare,
che ogni famiglia modificava  la ricetta
per soddisfare i propri gusti usando anche altri ingredienti a disposizione.
Le variazioni della Shepherd’s Pie originali sono;

  •  
    St. Stephen’s Day Pie se la carne era di tacchino
    o prosciutto.
  •  In Inghilterra, gli inglese preferivano il pesce al posto della carne e cosi la chiamavano “Fish   Pie”.
  •   In Finlandia quando usano  carne macinata mista di maiale
    e di manzo mescolata con le patate chiamarono la loro creazione un “Lihaperunasoselaatikko.”

  •  In altre zone cospargono uno strato di pangrattato
    sulla parte superiore che rende la torta
    croccante, e viene chiamata “Cumberland Pie”.                                                                               
                         
  •  Alla fine le versioni vegetariane sono stati creati per soddisfare le esigenze dietetiche sostituendo
    patate con soia o
    di legumi come ceci e lenticchie chiamando
    cosi questa torta “Shepherd-less
    Pie”.

 Ecco la ricetta di mia mamma:
Shepherd’s Pie;
400g di carne macinata mista
200g di corned beef
2 Patate
1 Cipolla
100g di Piselli
2 Carote
Sedano
 1 Spicchio d’aglio
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
Mezzo cucchiaino di dado vegetale sciolto in 250ml di acqua
1 cucchiaino di mixed spice
1 bicchiere di vino rosso
Qualche foglia d’alloro
Per il purè di patate;
1 kg di patate
100ml di latte
50 g di burro
100g di parmigiano
1 uovo
Pelate e lavate le patate e le carote, tagliate a dadini piccoli.   Tritate finemente la cipolla e l’aglio,
versate in una padella abbastanza capiente e soffriggete con olio evo. Unite le
patate, le carote e i piselli, cucinate per 2 minuti a fiamma media. Unite ora
il macinato di carne e il corned beef, insaporite con il mixed spice e rosolate
bene per 5 minuti circa. Versate il vino e fate evaporare bene. Unite a questo
punto il brodo di verdure, il concentrato di pomodoro e la foglia d’alloro,
cuocete a fuoco medio per 20 minuti circa, finche il ragù raggiunge la giusta
densità. Durante la cottura aggiustate di sale 
in base ai propri gusti.
Nel frattempo cuocete le patate in acqua bollente salata.
Schiacciate ancora calde, unite il burro, il parmigiano, sale e pepe, latte e
infine l’uovo. Amalgamate tutto.  Imburrate  una pirofila, adagiate sul fondo il ragù e
ricoprite con il purè di patate e spolverate 
la superficie con del parmigiano grattugiato.
Con una forchetta graffiate la superficie, cosi in modo da
ottenere una crosticina ruvida in cottura. Infornare a 200° per circa 20/30
minuti. 
Con questa ricetta partecipo al 100% GFFD
A Presto 
Terry

Mac’n’Cheese di Martha Stewart – Pasta all’Americana!

Oggi vi lascio velocemente la ricetta di un primo piatto, ricco di formaggi, con una gratinatura croccante. Uno dei comfort food americani, una garanzia di Martha Stewart.

Maccharoni and cheese Pasta, di Martha Stewart;

400g di Pasta tipo celentani
50g di  pangrattato
100g di burro
1 l di latte
100 g di farina “00”
150g di parmigiano
50g di pecorino romano grattugiato
250g di Gauda ( la ricetta americana prevede il cheddar)
250g di formaggio svizzero tipo Gruviera
noce moscata
sale e pepe

Tritate i due formaggi, lo svizzero e il gauda, e tenete da parte.
In una pentola sciogliete il burro e poi unite la farina setacciata, mescolate con una frusta cosi da ottenere il roux. Versate nella stessa pentola il latte e continuate a mescolare a fuoco basso, finchè non otterrete  una salsina cremosa tipo besciamella. A fuoco basso, unite i formaggi tritati, il pecorino grattugiato, meta del parmigiano, la noce moscata  e il pepe, amalgamate bene, aggiustate di sale e spegnete il fuoco.
Cuocete la pasta per circa 3 minuti in abbondante acqua salata,  scolate la pasta al dente e passate sotto un getto d’acqua fredda.
Imburrate la teglia (sia il fondo che i laterali) e spolverizzatela con il pangrattato. Condite la pasta con la salsa di formaggi, versate tutto nella teglia, spolverizzate la superficie con altro pangrattato e parmiggiano e infornate in forno caldo a 200° per circa 20 minuti e poi altri 10minuti con la funzione grill.
Servite  la pasta calda calda!

Come ho detto prima, le ricette di Martha Stewart sono sempre una garanzia e ben spiegate in ogni passaggio. La ricetta e’ riuscita benissimo. Appena ritorno a Malta la riprovero’ usando il formaggio cheddar.

A Presto

Terry