Ragù alla Bolognese

Un condimento classico per la pasta e’ sicuramente il ragù alla bolognese.
Se sia pasticcio di lasagne, riso, pasta all’uovo o i più classici come gli spaghetti, il condimento giusto è sempre questo.

Ecco come lo preparo io;

250g di carne macinata di maiale (taglio coscia)
250g di carne macinata di manzo ( taglio girello di spalla)
100g di pancetta dolce
1 carota
1 cipolla
1 gambo di sedano
30g di concentrato di pomodoro
250ml di brodo di carne
mezzo bicchiere di vino rosso
50gr di burro
sale e pepe
olio evo
foglia d’alloro

Lavate e pelate la carota, la cipolla e il sedano. Tritateli finemente con un mixer e  soffriggete con un filo d’olio  e il burro in una padella dai bordi
alti. Aggiungete la pancetta tagliata, rosolatela
fino a che non avrà rilasciato tutto il suo grasso.
 A questo punto potete aggiungere i due tipi di carne macinata, fate rosolare la
carne per circa 10 minuti poi versate il  vino e
lasciatelo evaporare. Quando non sentirete più odore di alcol significa
che è evaporato.
Ora aggiungete il concentrato di pomodoro e un pò del brodo di carne, aggiustate si sale e pepate, adagiate qualche foglia d’alloro, coprite con il coperchio e fate cuocere a fuoco basso per circa 3/4 ore. Controllate sempre la cottura e se si va asciugando aggiungete qualche cucchiaio di brodo.

A Presto

Terry

Cotolette di Fegato – MTC Aprile 2014

Quando Cristiana ha annunciato il tema della sfida di questo mese per l‘MTC, il Quinto Quarto,  per la prima volta non sono stata per niente entusiasta.
Effettivamente le frattaglie che mangio, si possono contare su una sola mano, e sono anche le piu’ semplici. Ero convinta a non partecipare, soprattuto dopo che ho visto arrivare le prime ricette, rischiavo di essere troppo semplice.
Ma pensandoci bene, perché non dovevo farlo? il mio blog rappresenta quello che sono io, quello che cucino ogni giorno e metto a tavola per la mia famiglia, anche se possono essere piatti semplici, l’importante è che siano fatti con tutta la passione e l’amore che ho verso la cucina.

Da piccola mangiavo pochissimo, mia mamma era sempre dietro di me con vitamine a base di ferro per combattere l’anemia, e quando arrivava l’ora di pranzo o di cena, le provava tutte poverina, ma io di mangiare non ne volevo sapere. Mi preparava le polpette di cervella, ma non c’era modo di farmeli mangiare. L’unica cosa che stranamente mangiavo era il fegato, arrostito o impanato.

Oggi mi ritrovo nella situazione di mia mamma, combattendo tutti i giorni per fare mangiare Farfallina, ma lei è più testarda di quello che ero io!

Intanto la piccola Picipi, è quella che ha gradito di più questo piatto…. “piccola mangiona”!

Cotolette di fegato;

4 fettine di fegato di vitellone
1 uovo grande Bio
100g di pangrattato
abbondante parmigiano
1 spicchio d’aglio
1 ciuffetto di prezzemolo
sale e pepe
burro

Per prima cosa condite il pangrattato con il parmigiano, aglio e prezzemolo tritati. Sbattete l’uovo, salate e pepate leggermente.
Con un batti carne battete leggermente le fettine di fegato e incidete i bordi. Passate le fettine di fegato prima nell’uovo e poi nel composto di pangrattato, pressando bene in modo che la panatura aderisca uniformemente. I una padella fate scogliere il burro, adagiate le cotolette e  friggete da entrambi i lati.

Con questa ricetta partecipò alla sfida n.38 MTC.

A Presto

Terry

Pane Tutto Buchi con Lievito Madre

Ultimamente mi sto dedicando a fare i lievitati ed il pane con il lievito
madre.  

Tutto è nato seguendo un gruppo su fb, LaPastaMadre, dove ci sono davvero
persone bravissime, che fanno cose spettacolari. Sempre grazie a
questo gruppo, ho scoperto che esistono gli “spacciatori” di  lievito
madre. Praticamente, sono quelle persone che hanno un lievito madre
bello vivo e forte, e che magari si ritrovano con una quantità superiore
a quella che gli serve.  Cosi ho trovato una persona gentilissima nella
mia zona che
mi ha dato un pò del suo lievito madre.
Subito, mi sono
data da fare per farlo mantenerlo forte e vivo. Per prima cosa ho iniziato a fare
un paio di rinfreschi, in modo da abituarlo alla mia farina e poi
qualche giorno dopo ho inizato ad usarlo nelle mie ricette.
Sempre in questo gruppo, c’è un elenco infinito di ricette, che variano dal pane alla pizza alle brioche….
Tutte sicuramente buone e genuine, visto che sono fatte in casa con ingredienti naturali.

Pane tutto buchi  di Pat pandipane

80g di lievito madre ben maturo
300g di acqua fredda di rubinetto + 85-90 gr da inserire successivamente
nell’impasto
250g di farina tipo “0”
250g di farina manitoba,
un cucchiaino di zucchero
12 gr di sale.
(Per ottenere questo risultato attenersi a queste farine e nello specifico:
farina tipo 0 con W180-220 e farina manitoba con W 280…con farine con forza
differente cambia il tipo di alveolatura.)

Procedimento:
Mischiate  le farine in una ciotola e idratare con i 300g di
acqua amalgamate giusto per far assorbire l’ acqua. Basta  un
minuto tanto che si formerà una massa grumosa e non omogenea. Lasciate riposare
in autolisi per circa 40 minuti. Intanto togliete dal frigo la quantità di lievito madre necessaria
e  lasciate a  riacclimatare a temperatura ambiente. Passato il tempo
dell’autolisi impastate tutti gli ingredienti insieme, lasciando per ultimo il
sale e l’acqua rimanente. Impastate nell’impastatrice per circa 10  minuti, aggiungete il sale e
finite d’impastare. Dovrete ottenere una massa omogenea e compatta.
Trasferite l’impasto dentro una vaschetta a chiusura
ermetica e fate riposare per circa
tre ore. In questo tempo ripetete a intervalli di circa 45 minuti delle pieghe tipo S&F (Strech & Fold)
questo serve per
far asciugare l’impasto e farlo tornare come una massa soda. Quest’ultima
modalità si può fare comodamente all’interno della vaschetta senza estrarre l’impasto.
Passate le tre, rovesciate l’impasto sulla spianatoia e fate delle altre pieghe a fazzoletto, poi procedete alla pirlatura dando la forma tipo pagnotta. 
 Adagiate l’impasto in una ciotola foderata con un cannovaccio ben infarinato di semola,  coprite con della pellicola e posate in frigorifero per circa 18 ore.
Passato questo tempo, l’impasto si presenterà già visibilmente lievitato, 
finite la lievitazione a temperatura ambiente fino a che l’impasto non sarà preso nuovamente di temperatura. Ci vorranno circa due ore e mezza.
Cottura:
 
Prescaldate il forno alla massima temperatura, il mio forno arriva a 250° con all’interno un pentolino pieno d’acqua. Quando il forno avrà
raggiunto la temperatura, ribaltate con un movimento deciso la ciotola con l’impasto sulla placca da forno ben  infarinata. Realizzate le incisioni
sulla superficie con una lametta. Infornate buttando un poco di acqua nel
pentolino rovente. Lasciate cuocere in tutto un’ora diminuendo gradatamente la
temperatura nei primi 20-30 minuti fino arrivare a 200°C. Negli ultimi 10
minuti, cuocete tenendo socchiuso lo sportello del forno, creando uno spiffero inserendo un cucchiaio di legno.
Finita la cottura lasciate raffreddare il pane su una grattella prima di
tagliare.
A Presto
Terry

Cuddura cu l’ova

Mi ricordo la mia prima Pasqua in Sicilia, per me era ancora tutto nuovo, come le tradizioni legati a questa festa.

Un
giorno vidi il nonno di mio marito rientrare a casa con un vassoio di
biscotti in mano. Non erano i soliti biscotti, erano di dimensione più
grande e  di svariate forme come colombe, cuori, campane e cestini.
La cosa che mi incuriosì di più era l’uovo posizionato al centro
di ogni biscotto, mi chiesi allora,  cosa c’èntrava l’uovo con il
biscotto??

Cosi’ incuriosita, feci questa domanda al nonno, il
quale con aria sorridente, mi spiegò che questo era il dolce che
simboleggiava la resurrezione, che si regalava ad amici e parenti come
buon augurio e affetto. Mi spiegò anche che ogni simbolo di questi
biscotti aveva un significato particolare, esempio la colomba o meglio
“l’aceddu” insieme alla campana o “campanaru” significavano Cristo
risorto, il cestino o “panarieddu” auguravano abbondanza, il cuore
significava amore e di solito veniva scambiato tra i fidanzati e gli
innamorati.

Poi qualche giorno fà, mentre ero dalla nonna a
prendere il caffè, “come faccio tutti i giorni”, lei mi chiese se
conoscevo la ricetta di questi biscotti, dicendomi, che ogni anno il
nonno li comprava, e che da quando non c’e’ più lui, non li ha più
mangiati.
Non potevo non accontentarla, cosi chiesi aiuto ad altre foodbloggers siciliane, che fanno  parte del nostro  gruppo su FB.
Erminia subito ha condiviso con me la sua ricetta, ed io mi sono data subito da fare per provarla.
La
ricetta è riuscita perfettamente, ma la cosa più bella che mi ha
riempito di gioia, è stata vedere la nonna sorridere, con gli occhi
luccicanti davanti a questi biscotti tanto desiderati.

Cuddura cu l’ova; per circa 10 biscotti

500g di farina 00
200g di zucchero semolato
2 uova per l’impasto
100g di olio di semi
100g di latte
1 bustina di lievito vanigliato
codette colorate
10 uova sode

Sul piano di lavoro, disponete la farina a fontana, unite lo zucchero, fate una buca al centro e rompete dentro le uova. Versate l’olio e la bustina di lievito. Iniziate ad amalgamare tutti gli ingredienti e piano piano unite anche il latte. Impastate  fino ad ottenere una palla liscia ed omogenea.

Infarinate il piano di lavoro e stendete ad uno spessore di circa mezzo centimetro. Ritagliate le forme desiderate,  potete usare anche delle immagini riportate su del cartoncino.

Posizionate al centro di ogni biscotto un uovo sodo che andrete a  fermare con delle strisce di pasta. Spennellate ogni biscotto con un pochino di latte e spolverate con le codette colorate.

Infornate in forna già caldo a 180° per circa 15 minuti o finché non vedete che i biscotti siano leggermente dorati.

Con questa ricetta partecipo al contest  La Sicilia Nel Piatto del blog Come Mangio Io.

A Presto

Terry


Costolette d’agnello impanate e Couscous profumato alla menta

Pasqua è alle porte… l’agnello è un piatto tradizionale da servire
durante il pranzo pasquale, ma si finisce sempre per cucinarlo nel modo
classico cioe’ al forno con le patate, che per carita’ è buonissimo, ma a
me piace cambiare e provare cose nuove.

Oggi vi propongo questa ricetta, le costolette d’agnello con una
panatura dove si racchiudono tutti i profumi mediterranei accompagnate
da un coucous altrettanto fresco e leggero.

Ecco la ricetta;

8 costolette d’agnello
50g di burro
100g di pangrattato
50g di parmiggiano
2 spicchio d’aglio
50g di olive nere taggiasche
alcune foglie di  menta fresca
sale e pepe

In una padella antiaderente fate sciogliere il burro, rosolate le costolette d’agnello un minuto per lato, salate e pepate. Togliete dal fuoco e mettete da parte.
In una ciotola, mescolate il pangrattato, il parmiggiano, l’aglio schiacciato, le olive sminuzzate e la menta tritata.
Prendete le costolette che saranno abbastanza unte con il burro e passatele nella panatura, premendo per bene in modo che la costoletta viene rivestita uniformemente.
In una teglia da forno versate un filo d’olio, adagiate le costolette e finite la cottura in forno per circa 10 minuti a 180°.

Per il couscous;

200g di couscous precotto
50g di olio evo
abbondante menta fresca 
50g di pistacchi
sale e pepe

 Cucinate il couscous seguendo  le istruzioni riportate sulla confezione. Tritate i pistacchi in modo grossolano e lasciate da parte. Lavate e asciugate bene le foglie di menta, versatele dentro il frullatore con un pizzico di sale, iniziate a frullare. Con il frullatore in azione versate l’olio a filo, continuate a frullare fino ad ottenere  una consistenza leggermente cremosa simlie ad un pesto.
 Unite il tutto al couscous inseme ai pistacchi.

A presto

Terry

Macarons al Cioccolato Fondente

I macarons l’ho mangiati la prima volta circa due anni fà durante il battesimo di  mia nipote. Sono rimasta davvero colpita dalla delicatezza e bontà di questi dolcetti cosi piccoli e colorati. Volevo tanto provare a farli, tanto che l’anno scorso mi sono fatta regalare il tappetino apposito per farli. Mi sono documentata ed ho letto in diversi forum su come farli, ma non so perchè, sono rimasta sempre ad un passo dal farli.

Poi la scorsa settimana mi chiamò mia zia, curiosa di questi dolcetti visti sul web, e mi chiese se li potevamo fare insieme. Perfetto era arrivato il momento di provarli.
Compro tutti gli ingredienti e metto ad invecchiare gli albumi. Il giorno prima che dovevamo farli mi chiama mia zia avvisandomi di un imprevvisto e quindi non poteva venire più. E ora che dovevo fare?  Una volta che mi ero incoraggiata per farli e avevo tutto pronto? L’unica soluzione era farmeli da sola!  Mi aspettavo una cosa piu’ elaborata da fare ed invece no, tutto era abbastanza facile ed è andato tutto bene. Per questa volta ho fatto i macarons bianchi per paura di colorare e smontare l’impasto, ma ora che so come si fanno….sicuramente ci saranno altri macarons colorati in vista!

Ricette con la meringa italiana;

Per cicra 50 gusci – 25 macarons

100g di farina di mandorle
100g di zucchero a velo
25g di acqua
75g di albumi (vecchi di tre giorno)
100g di zucchero

Per la ganache al cioccolato fondente;
150g di cioccolato fondente
150g di panna fresca

Prima prepariamo la ganache in modo che si raffredda in tempo per usarla.
Versate la panna in un pentolino e portate ad ebollizione. Tritate finemente il cioccolato, versatelo sulla panna e togliete dal fuoco. Mescolate con una spatola facendo dei movimenti circolari in modo che il cioccolato si amalgama bene alla panna formano una crema. Coprite con pellicola a contatto e fate raffreddare a temperatura ambiente

Ora iniziate a preparare la meringa.
 Unite la farina di mandorle e lo zucchero a velo e setacciate insieme, questo composto si chiama “tant pour tant” o
TPT cioe significa stessa proporzione di mandorle e zucchero a velo.

 Unite metà degli  albumi cioè 37g circa al composto di farina e zucchero,(se scegliete di fare dei macaron colorati, unite anche  il coloreante in polvere all’impasto) amalgamate bene con una spatola.

Montate il resto degli albumi con la frusta elettrica. Intanto in un pentolino portare a bollore lo zucchero con l’acqua. Alzate la velocità delle fruste elettriche e versate lo sciroppo  a filo sugli
albumi montati, meglio se lo versate sul bordo della ciotola in modo da amalgamare bene. in cui si stanno montando, non
sulle fruste (sia per evitare gli schizzi bollenti che per amalganare
bene), continuare a montare abbassando la velocità delle fruste, fino a che avrete ottenuto un composto gonfio, lucido e bianchissimo.

Incorporate la meringa al composto di farine poco per volta con una spatola di
silicone.
Versate il composto in una sach-a-poche con una bocchetta liscia di 8-10 mm di diametro.
Io ho usato il tappetino in silicone per macarons che mi avavano regalato, ma si può tranquillamente rivestire una placca da forno con della cartaforno e formare delle palline  il più regolari possiblie, si può anche usare un coppapasta e fare i disegni sul retro della cartaforno. Sbattete leggermente con la mano
sul fondo della placca per rompere
eventuali bolle d’aria.
Lasciare riposare per circa 1 ora a t.a.

Infornate a 150°C per 15minuti a seconda della dimensione dei macarons. (forno elettrico statico).

Lasciate intiepidire e staccate delicatamente dalla teglia. Formate
con il pollice delle piccole infossature sul retro di ogni gusci
per consentire una farcitura più abbondante.

A Presto

Terry