Panettone con gocce di cioccolato e arancia

Dopo il successo del pandoro, non potevo non provare a fare il panettone. Anche questa volta, la ricetta l’ho presa dal libro “Le merende di Mamma  Papera”.
Per accontentare i gusti di casa mia, ho  cambiato l’uvetta e i canditi con gocce di cioccolato e scorza d’arancia.

Primo
impasto;
220g di
farina panettone Molino Quaglia
82g di
acqua
96g di
zucchero
110g di
pasta madre rinfrescata tre volte
123g di
tuorli
137g di
burro bavarese

Impastate
la farina con acqua e il lievito e un terzo dei tuorli, appena si forma
un impasto elastico aggiungete un pò di tuorlo.
Fate assorbire e inserite lo zucchero, fate asciugare e incordare e
mettete il resto dei tuorli sempre un pò per volta, seguito dal resto
dello zucchero e fate incordare per bene. Al termine di questa fase,
quando vedete che l’impasto è ben aggrappato alla foglia, sostituite
quest’ultima con il gancio, fate riprendere ben l’impasto e iniziate ad
inserire il burro. Il burro lo tiro fuori da frigo quando inizio a
lavorare, perché uso il burro bavarese che  già morbido di suo, ma se
usate un normale burro tiratelo fuori almeno due ore prima.
– See
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http://mammapapera.it/2013/12/panettone-del-maestro-morandin-a-lievitazione-naturale-o-con-lievito-madre-secco/#sthash.XpJpI5rT.dpuf

Impastate con la foglia, la
farina con acqua e il lievito e un terzo dei tuorli, appena si forma un impasto
elastico aggiungete un pò di tuorlo.
Fate
assorbire e inserite lo zucchero, fate asciugare e incordare e mettete il resto
dei tuorli sempre un pò per volta, seguito dal resto dello zucchero e fate
incordare per bene. Al termine di questa fase, quando vedete che l’impasto è
ben aggrappato alla foglia, sostituite quest’ultima con il gancio, fate
riprendere ben l’impasto e iniziate ad inserire il burro ammorbidito.

Inserite
il burro morbido, piano piano aspettando che il precedente sia del tutto
assorbito, in tutto ci vorrà mezz’ora circa e questa è una cosa
importante, perché l’impasto alla fine deve essere bene incordato e
liscio.
Fate
lievitare, in una ciotola velata di burro coperto da pellicola, dentro il forno
(a 28°) fino a che l’impasto triplichi per vedere se triplica vi consiglio di
farvi una spia.
2° impasto (controllate prima che
l’impasto abbia triplicato); 

Il 1°
impasto
55g di
Farina panettone Molino quaglia
25g di
Tuorli
22g
Zucchero semolato
27g di
Burro
6g di sale
50g di
aroma*
200g di gocce di cioccolato 
50g scorza di arancia bio

Per l’aroma;
100g di
miele acacia,
50g di
arancini canditi,
1 scorza di
arancia bio grattugiata
1 scorza di
limone bio grattugiato
1 scorza di
mandarino bio grattugiata
1 bacca di
vaniglia
Preparazione
dell’aroma;
Il giorno prima preparate l’aroma, frullate con
il minipiner il miele e gli arancini canditi  precedentemente tritati, riducete a crema e fate
riposare per un pò, nel frattempo grattugiate arancia, il limone e il mandarino, mescolateli al composto di miele 
e aggiungetevi i pistilli di una bacca di vaniglia, mescolate con una forchetta
e chiudete con pellicola.  Questo mix va tenuto a
temperatura ambiente, quello che vi avanza lo potete mettere in frigo
l’importante che quando lo dovete riutilizzare lo riportate a temperatura
ambiente.

Preparazione
secondo impasto;
Preparate in
anticipo tutti gli ingredienti compresa l’aroma.
Aggiungete
al primo impasto la farina e incordate .
Aggiungete il
tuorlo e lo zucchero (alternandoli a più riprese) e incordate.
Aggiungete
l’aroma, a cucchiaini piccoli, e incordate.
Aggiungete
il sale e incordate.
Aggiungete
il burro poco per volta, facendo incordare sempre prima di inserire altro
burro.
Per ultimo
inserite le gocce di cioccolato e la scorza, impastando al minimo per distribuire il tutto
uniformemente.
Fate riposare
l’impasto nella ciotola della planetaria per circa un’ora a 28° nel forno senza pellicola.
Passato
questo tempo versate l’impasto su di un piano di lavoro allargatelo e fategli
creare una pellicina lasciandolo all’aria per 15 minuti circa, dopodiché
suddividete nei pezzi desiderati contando il 10% di impasto in più
(1100 gr per stampo da 1kg, 550 gr per stampo da mezzo kg, 825 gr per stampo da
750 gr). Date una preforma e lasciate riposare per altri 10/15 minuti.

Pirlate e se
vedete che la palla di pasta e la pellicina che la racchiude e ben formata,
mettete nel pirottino, se invece vedete che l’impasto è ancora molle e si
accascia, attendete altri 15 minuti e ripetete l’operazione. Fate
lievitare  a 28 gradi per 78 ore o comunque finché il panettone non sia
arrivato ad un dito circa dal livello dello stampo. A questo punto, con una lametta fate un taglio a croce e mettete una noce di burro al centro. 
,Nebulizzate il forno e cuocete a 150°,  lasciando il forno a fessura negli ultimi 5 minuti.  Per pezzature da 1kg occorreranno circa55/60minuti.
Appena è cotto infilzate il panettone e mettete a testa in giu per almeno due ore.

Il panettone
va lasciato raffreddare per almeno 6/10  ore prima
di essere imbustato e va
consumato dopo minimo due giorni per gustarne al massimo le proprietà
organolettiche. Per mantenerlo morbido per diversi giorni, si consiglia di
conservarlo chiuso in una busta di propilene, spruzzata con dell’alcol
alimentare.
Vi auguro buon proseguimento delle feste natalizie
Terry

Appena sono cotti infilzate i panettoni e mettete a testa in giu per almeno due ore.
Il panettone va lasciato raffreddare per almeno 6/10 (a seconda della pezzatura) ore prima di essere imbustato
e va consumato dopo minimo due giorni per gustarne al massimo le
proprietà organolettiche. Per mantenerlo morbido per diversi giorni, si
consiglia di conservarlo chiuso in una busta di propilene, spruzzata con
dell’alcol alimentare.
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http://mammapapera.it/2013/12/panettone-del-maestro-morandin-a-lievitazione-naturale-o-con-lievito-madre-secco/#sthash.XpJpI5rT.dpuf

Primo impasto (dosi con pasta madre)
220 g di farina panettone del molino Quaglia
82 g di acqua
96 g di zucchero
110 g di pasta madre rinfrescata tre volte
123 g di tuorlo (meglio se biologici a pasta gialla)
137 g di burro bavarese (io meggle)
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Pandoro con lievito madre secco

Il natale è sempre più vicino e come ogni festa, i dolci tradizionali legati ad essa non mancano mai.
Quest’anno mi sono decisa a cimentarmi nella preparazione del pandoro e del panettone. La mia fonte d’ispirazione è stata Alessandra. Ogni volta che ho provato una sua ricetta, il successo è stato assicurato, anche il suo libro, pieno di ricette è spiegazioni è stato un ottimo acquisto.  

Pandoro con lievito madre secco – dal libro “Le Merende di Mamma Papera”

Per  uno stampo da 1kg;
primo impasto;

280g di
farina  panettone  MolinoQuaglia
16g di lievito madre secco
95g di zucchero
130g di tuorlo
105g di burro
125g d’acqua (da 60 a 125 g a seconda dell’assorbente della
farina
)

Preparazione:
Setacciate la farina con il lievito madre secco.
Fate sciogliere lo zucchero con metà dell’acqua e i 2/3 dei tuorli, utilizzando
la frusta a k. Aggiungete la farina e lavorate fino a far incordare bene
l’impasto. A questo punto incorporate il resto dei tuorli e fate incordare di
nuovo.
Unite a più riprese la rimanente acqua, facendola assorbire per bene e
incordando l’impasto prima di aggiungerne ancora. Impastate fino a ottenere un
impasto asciutto e liscio, che tenda a staccarsi dalla ciotola, dopodiché
inserite la frusta a gancio e continuate a lavorare. Fate la prova velo:
se l’impasto risulta ben incordato aggiungete il burro ammorbidito, poco per
volta, facendo incordare bene prima di inserirne ancora.
Fate lievitare l’impasto in una ciotola velata di burro e coperta
con la pellicola trasparente per 12-15 ore a temperatura ambiente, o fino a
quando il suo volume non sarà triplicato.

Ingredienti
per il secondo impasto:
105g di farina per panettoni
5g di lievito madre secco

Per l’emulsione:
20 g di zucchero
25 g di tuorlo
90 g di burro bavarese morbido
35 g di cioccolato bianco sciolto
1 bacca di vaniglia
20 g di miele
6 g di sale
Preparazione:
Miscelate gli ingredienti dell’emulsione, mescolando prima lo zucchero con i
tuorli e aggiungendo di seguito il miele e gli altri ingredienti, fino a
formare una crema semiliquida.

Lavorate il primo impasto con la farina, facendo amalgamare il tutto.
Aggiungete l’emulsione, un cucchiaino per volta, e fate incordare per bene a
ogni passaggio. Fate riposare l’impasto nella ciotola della planetaria per 15
minuti, dopodiché rovesciatelo sulla spianatoia e lasciatelo all’aria per circa
45 minuti, fino a quando non si formerà una pellicina in superficie.
Pirlate e date una forma a palla
all’impasto e riponetelo nello stampo imburrato con la chiusura rivolta
verso il basso. Lasciatelo lievitare fino a quando non avrà raggiunto il
bordo. Importante che la temperatura di lievitazione non superi i 28°.
Intanto accendete il forno statico a 170° e lasciate il pandoro all’aria per
far formare una pellicina, infornate a abbassate la temperatura a 150/160
°C a seconda del vostro forno, per poi rialzare a 170 gli ultimi dieci minuti
di cottura.  Se appena prima di infornare, notate delle bolle sulla
superficie del pandoro, sgonfiatele con delicatezza, aiutandovi con uno
stuzzicadenti. Riponete il pandoro in basso per evitare che crescendo tocchi
la griglia
.
Fate cuocere per circa 50/55 minuti, lasciando il forno a fessura durante gli
ultimi 5 minuti. Prendete la temperatura al cuore: se il vostro pandoro
raggiunge i 92/94 °C potete sfornarlo. Per quando riguarda la temperatura al
cuore è fondamentale che questa sia tra i 92 e i 96 gradi se superate i 100°
rischiate di avere un prodotto che si indurirà
.
Estraete il pandoro dallo stampo dopo circa 1 ora di riposo. Fatelo raffreddare su una
griglia per circa 6 ore, dopodiché conservatelo in una busta di propilene per
alimenti spruzzata con dell’alcol per liquori.
A Presto con il panettone
Terry

Ingredienti per il secondo impasto:
primo impasto
105 g di farina per panettoni
5 g di lievito madre secco
Per l’emulsione:
20 g di zucchero
25 g di tuorlo
90 g di burro bavarese morbido
35 g di cioccolato bianco sciolto
1 bacca di vaniglia
20 g di miele
6 g di sale

Preparazione:
Miscelate gli ingredienti dell’emulsione, mescolando prima lo zucchero
con i tuorli e aggiungendo di seguito il miele e gli altri ingredienti,
fino a formare una crema semiliquida.
Lavorate il primo impasto con la farina, facendo amalgamare il tutto.
Aggiungete l’emulsione, un cucchiaino per volta, e fate incordare per
bene a ogni passaggio. Fate riposare l’impasto nella ciotola della
planetaria per 15 minuti, dopodiché rovesciatelo sulla spianatoia e
lasciatelo all’aria per circa 45 minuti, fino a quando non si formerà
una pellicina in superficie.
Pirlate e date una forma a palla all’impasto e riponetelo in uno stampo imburrato con la chiusura rivolta verso il basso. Lasciatelo lievitare fino a quando non avrà raggiunto il bordo. Importante temperatura di lievitazione a 28° come spiegato in questo post 
Intanto accendete il forno statico a 170° e lasciate il pandoro all’aria per far formare una pellicina,
infornate a abbassate la temperatura a 150/160 °C a seconda del vostro
forno, per poi rialzare a 170 gli ultimi dieci minuti di cottura.  Se
appena prima di infornare, notate delle bolle sulla superficie del
panettone, sgonfiatele con delicatezza, aiutandovi con uno
stuzzicadenti. Riponete il pandoro in basso per evitare che crescendo tocchi la griglia.
Fate cuocere per circa 50/55 minuti, lasciando il forno a fessura
durante gli ultimi 5 minuti. Prendete la temperatura al cuore: se il
vostro pandoro raggiunge i 92/94 °C potete sfornarlo. Per quando
riguarda la temperatura al cuore è fondamentale che questa sia tra i 92
e i 96 gradi se superate i 100° rischiate di avere un prodotto che si
indurirà
subito dopo che si è raffreddato :), e dopo tutta
questa fatica sono convinta che non è quello che volete, quindi
munitevi di un termometro :).
Estraete il pandoro dallo stampo dopo circa 1 ora di riposo, io metto lo
stampo di sbieco e dopo un ora lo estraggo dallo stampo. Fatelo
raffreddare su una griglia per circa 6 ore, dopodiché conservatelo in
una busta di propilene per alimenti spruzzata con dell’alcol per
liquori.
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Ricetta per uno stampo da kg

Ingredienti per il primo impasto:
280 g di farina W400 io ho usato la panettone del molino quaglia
16 g di lievito madre secco io ho usato antico molino rosso
95 g di zucchero
130 g di tuorlo
105 g di burro
125  g d’acqua (da 60 a 125 g a seconda dell’assorbente della farina)
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Ricetta per uno stampo da kg

Ingredienti per il primo impasto:
280 g di farina W400 io ho usato la panettone del molino quaglia
16 g di lievito madre secco io ho usato antico molino rosso
95 g di zucchero
130 g di tuorlo
105 g di burro
125  g d’acqua (da 60 a 125 g a seconda dell’assorbente della farina)
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Marmellata di zucca speziata

 

In questo periodo siamo  tutti in giro a cercare di comprare  i regali da fare ai nostri figli, parenti ed amici. Questa fase non è una cosa facile! Spesso capita di sbagliare e scegliere regali insignificanti, cosi, anche per questo quest’anno ho scelto di regalare alcune cose preparate da me, tra qui liquori, biscotti e marmellate. Spero di riuscire a trovare il tempo  per potervi  lasciare tutte le ricette, intanto vi lascio la prima, quella della marmellata speziata di zucca.

La prima volta che provai questa marmellata fu per puro caso. Avevo della zucca a casa e siccome a Pipinu non piace cucinata in nessuno modo, dovevo perforza trovare un altro modo per utilizzarla, perchè buttare cibo non mi piace. Cosi ho provato a preparare una marmellata, ne uscì  fuori mezzo barattolino piccolo, e nelfrattempo io non smettevo di leccarmi cucchiaio e pentola, talmente mi era piaciuta. Con le spezie aggiunte il sapore è stato davvero un ottimo connubio, ideale da accompagnare a formaggi durante gli aperitivi o gli antipasti e  perchè no, anche farcire qualche dolce sfizioso.

Marmellata di zucca speziata;

1kg di zucca pulita
350g di zucchero
2 cucchiai di mixed spice
40ml di succo di limone
60ml di amaretto
la scorza grattuggiata di mezzo limone e mezza arancia

Tagliate a spicchi la zucca,
eliminate i semi interni e la buccia, poi tagliatela polpa a piccoli dadini la  Trasferite la zucca in una pentola e aggiungete lo
zucchero, mescolate e coprite con il coperchio. Lasciate macerare per una
notta intera, almeno 12 ore a temperatura ambiente. Trascorso il tempo di
macerazione aggiungete le spezie, il liquore, il succo di limone e la scorza grattuggiata del limone e dell’arancia. Ponete sul fuoco e cuocete per circa un’ora a fuoco dolce.
Nel frattempo sterelizatte i vasetti e quando la marmellata sarà pronta invasatela ancora
calda con un mestolo. Chiudete ermeticamente i vasetti con gli
appositi coperchi e capovolgeteli su un piano per creare il sottovuoto. Fate raffreddare i vasetti, circa 4 ore,  poi procedete alla seconda
sterilizzazione che serve per eliminare eventuali batteri ancora
presenti e garantire la formazione del sottovuoto.
Adagiate i barattoli in una pentola capiente, dopo averli avvolti uno ad uno in canovacci di
tela in modo da evitare che si urtino durante la cottura. Coprite totalmente con acqua fredda e  portate ad ebollizione a fuoco vivace. A questo
punto abbassate la fiamma e continuate a far bollire il tutto
dolcemente per 30 minuti. Spegnete il fuoco e fate raffreddare, solo quando l’acqua è fredda, dovete togliere i barattoli dalla pentola. Conservate la marmellata nella dispensa al fresco e al buio, dove la
marmellata  dovrà restare per almeno un mese prima di
essere consumata.

Chissà chi ricevera questi barattolini golosi?

Con questa ricetta partecipo al GFFD

A Presto

Terry

Dolci Regali perche non c’è 2 senza 3

Il primo libro della collana dell’MTC è uscito per il periodo natalizio dello scorso anno. Oggi a distanza di un anno, esce il terzo libro di questa collana.

Questa volta, un libro che parla di dolci, ma non di dolci comuni, bensi di “Dolci Regali”. Un  libro che prende spunto dalla sfida sul Babà, che si allarga e ci fa conoscere la  nascita e il
trionfo della pasticceria, intesa come arte autonoma.

“DolciRegali”racchiude le ricette di un’epoca, quella delle
grandi monarchie di questi anni, nelle cui cucine prese forma la
consapevolezza della nuova arte del pasticcere, grazie alla quale i dolci
diventarono ben presto il simbolo del potere che i monarchi assoluti
rappresentavano: ecco allora arrivare dolci gonfi,“cresciuti”, che nelle
loro forme alludono a tutte le manifestazioni del potere, sia quello
terreno (le corone deikugelhupf, dei babà, dei savarin, del
Ferdinandkrapfen, del kringel e così via), sia quello sovrannaturale (le
trecce che richiamano l’eternità e le forme a cupola, che alludono alla
potenza generatrice). “Regali”, significa  “dei re” anche se, a dire il vero, il libro racchiude anche
un’ampia sezione di dolci  poveri, come  krapfen, graffe, buchteln,  buns, torta delle rose e  molte altre ricette.

Insieme tutte queste ricette, ci sono creme, liquori, sciroppi e bagne, insomma tutto ciò che ci deve essee per presentare un Dolce Regale!

DOLCI REGALI
Collana “I libri dell’MTChallenge”
SAGEP Editori- Genova
Prezzo di copertina: 18,00 euro
Foto Paolo Picciotto
Illustrazioni Mai Esteve
Editor: Fabrizio Fazzari
Impaginazione: Barbara Ottonello


Acquistandouna copia di Dolci Regali, contribuirai alla creazione diborse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link:http://www.piazzadeimestieri.it/),un
progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica eche
si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, inuno
spazio che ricrea l’atmosfera di una vecchia piazza, con lebotteghe di
una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e,ovviamente,
anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispiradichiaratamente a
ricreare il clima delle piazze di una volta, dovepersone, arti e
mestieri si incontravano e, con un processo di osmosiculturale, si
trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: lacentralità del
progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovanoin questa Piazza un
punto di aggregazione che fonde i contenutieducativi con uno sguardo
positivo e fiducioso nei confronti della realtà, derivato proprio
dall’apprendimento al lavoro, dal modo diusare il proprio tempo libero
alla valorizzazione dei propri talentianche attraverso l’introduzione
all’arte, alla musica e al gusto.

PanBrioche Albero di Natale

Ormai manca poco per il natale, “la festa più gioiosa dell’anno”, c’è a chi piace e a chi non! Per me il natale e’ la festa più importante, anche se  mi ha portato via due persone a me care, i miei secondi genitori, quelli che mi hanno cresciuta ed accompagnato durante la mia infanzia. Quindi
senza i miei nonni accanto il natale era diventato una festa triste che
mi riempiva solo di dolore. Poi sono arrivate le mie bimbe, ed e’ ritornata la voglia di gioire
e festeggiare il natale. Gli addobbi sono pronti, le strade illuminate e
decorate a tema, le letterine a babbo natale sono state inviate, ed ora attendono con ansia che i loro desideri vengono esauditi.
Nel frattempo mi dò da fare ai fornelli. Ho una lista di dolcetti che vorrei preparare per queste feste, il tutto incastrato tra i vari impegni di  recite scolastiche, feste e giri d’auguri.

Oggi  iniziamo la settimana con una colazione a tema natalizia, il famoso panbrioche che faccio sempre….magicamente si è trasformato in un albero di natale!

PanBrioche alla Nutella.


 Per l’impasto;
500g di farina Manitoba
230g di latte intero
90g zucchero semolato
80g di burro
2 tuorli
100g di Lievito madre rinfrescato o 10g di lievito di birra
pizzico di sale
essenza vaniglia

Per il ripieno;
nutella q.b

Per la finitura;
1 albume
latte
cioccolatini tipo smarties

Nella ciotola della planetaria versate il lievito madre, il latte e 10g di zucchero, fate sciogliere a bassa velocita con la foglia. Unite la farina, l’aroma e i tuorli e iniziate ad impastare con il gancio. Appena l’impasto inizia a compattarsi unite il burro ammorbidito e impastate per altri 5/10 minuti fino a che l’impasto non si staccherà dai bordi della ciotola. Formate una palla, coprite con pellicola e fate lievitare fino al raddoppio.
Una volta raddoppiato di volume, prendete l’impasto, sgonfiatelo, mettete da parte un piccolo pezzettino di pasta e poi dividete in tre pezzi di peso uguale.
Stendete ogni pezzo dando una forma triangolare, possibilmente tutti uguali. Adagiate il primo triangolo di pasta in una teglia rivestita di cartaforno e spalmate con la nutella lasciando 1cm ai bordi. Ricoprite con il secondo triangolo, premete bene i bordi in modo da sigillare bene e poi spalmate un altro strato di nutella. Infine ricoprite con il terzo triangolo di pasta e sigillare i bordi.
Tagliate a strisce i laterali del triangolo, lasciando integra la parte centrale. Attorcigliate ogni striscia in modo da formare i rami dell’albero.
Prendete il pezzettino di pasta avanzato, stendetelo, spalmate con un pochino di nutella e arrotolate. Posizionate al centro dell’albero in modo da formare il tronco. Coprite con un canovaccio e fate lievitare nuovamente fino al raddoppio.

Riscaldate il forno a 180°, spennellate la superficie con albume e latte, decorate a piacere e cuocete per circa 20/30 minuti.

A Presto

Terry

Biscotti speziati al mandarino glutenfree

Iniziano i giri per lo scambio d’auguri tra parenti è amici, chi viene invitato a cena, chi per un caffè o  chi per un tè.
Cosi visto che a me piace molto il tè pomeridiano, ho pensato di preparare alcuni biscotti, in modo da trovarmi preparata per qualche invito improvviso.

Biscotti speziati al mandarino glutenfree;
per circa 3 teglie di biscotti;

150g di farina di riso
100g di farina di castagne
100g di zucchero a velo
175g di burro freddo
25g di miele d’acacia
2 tuorli
1 cucchiaino di mixed spice
la scorza  grattugiata di un mandarino

Versate tutti gli ingredienti nella ciotola, e impastate usando  la foglia fino a quando l’impasto non sarà bene amalgamato. Raccogliete tutte le briciole e formate una palla, avvolgete nella pellicola e fate riposare in frigo per qualche ora.
Trascorso il tempo, riscaldate il forno a 160°, ammorbidite l’impasto con le mani, poi stendete con l’aiuto di un mattarello ad uno spessore di circa 4 mm, tagliate con le forme desiderate e cuocete per circa 10 minuti finché risultano dorati.

Con questa ricetta partecipo al 100%GFFD

A Presto

Terry

Maiale con senape, pancetta e mele caramellate.

Mi Capita spesso che mentre seguo qualche  programma di cucina in tv, annoto le ricette che mi colpiscono. Cosi qualche mese fa seguendo La Prova del Cuoco, annotai una ricetta, (anche se avevo i miei dubbi su quando potevo provarla). A Pipinu non piace mangiare elaborato, per di più, se ad un piatto salato è unita anche della frutta.
 

Poi un giorno,  mi sono decisa a  preparare questo piatto per cena, riscontrando  un risultato positivo proprio da parte sua. 

Ingredienti per due persone;

400g di lonza di maiale a pezzo intero
 8 fette di pancetta affumicata
1 cucchiaio di senape
1 mela golden
25g di zucchero semolato
una noce di burro
olio evo
sale e pepe
rosmarino fresco

Tagliare la lonza di maiale in 4 pezzi, spalmate con un pochino di senape e avvolgete con le fette di pancetta.
Rosolate in una
padella con un filo di olio, girando più volte durante
la cottura, aggiustate di sale e pepe.
Sbucciate e tagliate a fettine la mela, adagiate in una padella, unite un po’ d’acqua, lo zucchero il rosmarino e il burro. Cucinate per 5 minuti a fuoco altro e poi abbassate la fiamma e proseguite la cottura per altri 10 minuti.  Quando la carne sarà cotta unitela nella padella insieme alle mele e spadellate per qualche minuto.

A Presto

Terry

Cheesecake ai Tre Cioccolati

Questa bomba di cioccolato l’ho preparata per il compleanno di mia cognata, amante di cheesecake. Sempre le preparo la classica cheesecake che lei adora, ma per il suo compleanno ho scelto di preparare questa in modo da unire anche la sua golosita per il cioccolato.

Cheesecake ai Tre Cioccolati; (stampo da 20)

Per la base;
250g di biscotti secchi
10g di cacao amaro
100g di burro.

Per la crema al cioccolato bianco;
200g di formaggio fresco spalmabile(tipo philadelphia)
50g di ricotta
3g di colla di pesce
50g di cioccolato bianco
20g di zucchero a velo
80ml di panna fresca

Per la crema al cioccolato al latte;
200g di formaggio fresco spalmabile
50g di ricotta
3g di colla di pesce
50g di cioccolato al latte
20g di zucchero a velo
80ml di panna fresca

Per la crema al cioccolato fondente;
200g di formaggio fresco spalmabile
50g di ricotta
3g di colla di pesce
50g di cioccolato fondente
20g di zucchero a velo
80ml di panna fresca

 Preparate lo stampo, meglio se è a cerniera,ritagliate un disco di carta forno dello stesso diametro del fondo della
tortiera e due strisce della stessa altezza dei bordi, quindi foderate
la tortiera.
Frullate i biscotti con il mixer, unite il cacao e il
burro fuso. Amalgamate il tutto insieme e disponete sul fondo della
tortiera, compattate bene. Ponete in freezer per circa 10 minuti.

Le creme si preparano in tre tempi, vi lascio il procedimento per il primo strato, per gli altri due starti il procedimento è uguale cambia solo il tipo di cioccolato. Io ho scelto di mettere come base lo strato al cioccolato fondente, al centro lo strato di cioccolato al latte e sopra lo strato di cioccolato bianco. Siete liberi di assemblare il dolce a vostro piacere e gusto 😉

Per prima cosa mettete la gelatina in ammollo in acqua fredda.
In una ciotola steacciate insieme la ricotta e il formaggio per eliminare eventuali grumi.
Scogliete il cioccolato fondente a bagnomaria e dopo unitelo alla crema di formaggi, unite anche lo zucchero a velo e amalgamate bene fino ad ottenere un crema. Scaldate la panna, strizzate la gelatina e fatela sciogliere insieme alla panna, infine versate sulla crema e amalgamate bene in modo da ottenere una crema liscia e lucida.

Versate questa prima crema sulla base di biscotti e ponete nuovemente in freezer per circa 15 minuti. Nel frattempo preparate il secondo strato di crema, questa volta usando il cioccolato al latte e mentre che questo riposa in freezer preparate il terzo con il cioccolato bianco.
Quando tutti gli strati sono pronti fate riposare la cheesecake per tutta la notte in frigo. Sformate delicatamente e decorate a piacere.

A presto
Terry

Muffin do Picuraru – Mtc Novembre2014

Quando Francesca, la vincitrice di questo mese dell’Mtc ha scelto i muffin, pensai subito che fosse una cosa semplice, “ma le cose proposte dall’Mtc tutto sono tranne che semplici”, infatti leggendo il regolamento mi sono ricreduta. Il muffin doveva essere abbinato ad una canzone, ad un libro o ad un testo letterario.
Non era per niente facile per me, visto che negli ultimi 8 anni il 90%delle mie letture sono fiabe ed il 100% delle canzoni sono quelle dello zecchino d’oro, sigle dei cartoni animati e ora si è  aggiunta  anche Violetta, anche in macchina camminiamo ascoltando il loro cd. Quindi o sceglievo una fiaba o un cartone animato o niente. La prima idea era stata “Hansel e Gretel” (essendo anche la mia fiaba preferita da piccola), ho fatto il muffin ma è risultato troppo banale da presentare. Pensavo  e ripensavo e quando stavo per arrendermi si è accesa una lampadina!
Effettivamente una sorta di ritornello popolare c’è, quello che mi ha accompagnato durante le notti, passeggiando avanti e indietro nel coridoio di 12m, cullando la mia Farfallina.

Ho conosciuto questo canto al mio arrivo in Sicilia. Essendo mio suocero il capo maniante e scenografo della Marionettistica dei Fratelli Napoli. Capitava spesso che nei fine settimana Pipinu mi portava a vedere i loro spettacoli, in modo da conoscere più da vicino questa tradizione cosi’ amata in Sicilia. Durante lo spettacolo, mio suocero da vita a vari personaggi, i più famosi sono Orlando, Rinaldo, Angelica e poi c’è lui, quel Peppinino, guercio e zoppo. Infatti lui è la maschera popolare catanese che rappresenta la saggezza, la scaltrezza e la sagacia popolare, un personaggio atempolare, indossa abiti settecenteschi e partecipa alle avventure dei Paladini di Francia di Carlo Magno.

Tutto il pubblico ride per le sue battute in dialetto catanese, e io all’inizio non capivo niente di questo sconosciuto dialetto, ma poi con il passare del tempo ho iniziato a capire e ridere con loro.

Tra tutti i suoi ritornelli mi ha colpito uno in particolare, sicuramente per la sua melodia ritmatica, e subito mi sono ritrovata a canticchiarlo a casa, e quando Farfallina mi ascoltava si rilassava, e cosi che è diventata la sua ninna nanna personale.

E Chianci lu picuraru
E chianci quannu ciocca
Non chianci quannu mungi
e fa la ricotta
Cu mangia maccarrunì
e si consola
E cu si cucca n’terra
non spadda i linzola
Iu nun sacciu lu picchi
ca non uscu chiu n’tari
chiù faticu e chiù maffannu,
e accussì la vaiù acchiappannu
comu a già fà
Tichitichitì
comu a già fà
Tichitichità
senza rinà 
senza rinà
nun si pò sta 
nun si pò stà
Tichitichitì
Tichitichità
Inoltre pensando ai teli delle scenografie dei vari spettacoli e  ai vari dipinti di mio suocero che ho sparsi per tutta la casa, mi sono accorta che tutti hanno una elemento in comune, sua maesta’ L’Etna.
Cosi pensando anche all’etna mi sono venuti in mente tutti quei prodotti tipici che caratterizzano questa terra, cosi tra la ricotta di pecora di Nicolosi, il pistacchio di Bronte, il miele di Zafferana e le arance di Belpasso, sono nati questi muffin.

Muffin di ricotta con arancia e pistacchio.
per 12 muffin;

230g di farina di farro
120g di zucchero semolato
180ml di latte fresco intero
80ml di olio di semi di mais
2 uova
200g di ricotta di pecora fresca
40g di  farina di pistacchio
la scorza grattuggiata di un’arancia
1 cucchiaino di miele Fiori D’arancio
1/2 cucchiaino di bicarbonato
8g di lievito per dolci
Setacciate tutti gli ingredienti secchi, farina, zucchero, lievito, bicarbonato e farina di pistacchio. 
Apparte amalgamate le uova sbattute con il miele, il latte e l’olio. Versate a filo sopra il composto di farina e incorporate i due composti con una frusta. Aggiungete la ricotta setacciata per eliminare tutti i grumi e infine la scorzad’arancia grattuggiata. Versate nei pirottini e infornate a 180° per circa 12 minuti, sempre meglio fare la prova stecchino.

Con questa ricetta partecipo all’MTC n.43

A Presto

Terry